Il condomino ha diritto a installare una wallbox nel proprio posto auto anche su parti comuni, comunicando prima all’amministratore cosa farà e come, senza bisogno di una delibera assembleare, a meno che l’opera danneggi stabilità, sicurezza o decoro dell’edificio. Tecnicamente si può scegliere tra un contatore dedicato, con un punto di fornitura proprio, oppure una gestione dei carichi che sfrutta il contatore di casa modulando la potenza assorbita. La scelta va valutata con un elettricista prima di partire con i lavori.
Il diritto di installare la wallbox nel proprio posto auto
La legge, all’articolo 1122 del codice civile, riconosce a ogni condomino il diritto di realizzare a proprie spese un impianto per la ricarica dei veicoli elettrici nel proprio posto auto, anche quando i lavori toccano parti comuni dell’edificio, come i cavidotti nel garage o un tratto di parete condivisa. Non serve chiedere il permesso all’assemblea né aspettare una delibera: basta comunicare per iscritto all’amministratore cosa si intende fare e come, prima di iniziare i lavori. Questo diritto non è illimitato, perché resta fermo un principio di buon senso: se l’opera rischia di compromettere la stabilità dell’edificio, la sicurezza di chi lo abita o il suo decoro architettonico, per esempio con un cablaggio a vista fatto male in un androne signorile, gli altri condomini possono opporsi, e in quel caso può servire un confronto più formale, anche in assemblea. Per la stragrande maggioranza delle installazioni in un garage o in un posto auto scoperto, però, la procedura resta semplice: comunicazione preventiva e via libera ai lavori, senza dover convincere nessuno con un voto.
Cosa scrivere nella comunicazione all’amministratore
Una comunicazione fatta bene evita quasi sempre le discussioni successive, perché mette tutti nella condizione di sapere esattamente cosa sta per succedere nelle parti comuni. Conviene indicare con chiarezza dove verrà installata la wallbox, quale percorso seguirà il cavo per arrivare dal quadro o dal nuovo punto di fornitura fino al posto auto, se i lavori richiedono tracce nei muri comuni o semplice posa a vista in canalina, e chi è l’impresa che eseguirà l’intervento. È utile allegare anche una descrizione tecnica sintetica, per esempio la potenza della wallbox e il tipo di protezioni previste, così che l’amministratore possa valutare senza dover fare domande a distanza di settimane. Meglio mandare questa comunicazione per raccomandata, PEC o comunque in una forma che lasci traccia della data, perché è quella data a far partire i termini entro cui un’eventuale opposizione va sollevata. Una comunicazione vaga, fatta a voce in ascensore, non ha lo stesso valore e lascia spazio a fraintendimenti che si potevano evitare con due righe scritte bene.
Contatore dedicato o gestione dei carichi: due strade diverse
Chi vuole installare una wallbox in condominio si trova davanti a una scelta tecnica importante, che vale la pena capire prima di decidere. La prima strada è richiedere un contatore dedicato, cioè un nuovo punto di fornitura, un proprio POD, con una potenza contrattuale tutta sua e indipendente da quella già impegnata per l’appartamento: in pratica la ricarica dell’auto diventa una utenza a sé, separata da tutto il resto, con un iter da avviare con il distributore locale per l’allaccio. La seconda strada è la gestione dei carichi, che invece sfrutta il contatore già esistente di casa: un dispositivo elettronico dedicato tiene sotto controllo quanto stanno assorbendo in tempo reale gli altri apparecchi importanti dell’abitazione, e quando i consumi si avvicinano al limite della potenza contrattuale riduce automaticamente quella destinata alla ricarica dell’auto, per evitare che scatti il contatore. Non esiste una risposta valida per tutti: dipende da quanto la potenza di casa è già impegnata, da quanto spesso e quanto in fretta serve ricaricare, e da quanto si è disposti a gestire un secondo contratto di fornitura.
La linea dedicata e le protezioni per la ricarica
Qualunque sia la strada scelta tra contatore proprio e gestione dei carichi, la wallbox va sempre alimentata con una linea dedicata, cioè un circuito elettrico tutto suo che parte dal quadro con una propria protezione magnetotermica, che interviene in caso di sovraccarico o cortocircuito, e un proprio differenziale, che protegge dalla dispersione di corrente verso terra. Per la ricarica dei veicoli elettrici va anche considerata la possibilità che si generino componenti di dispersione particolari, motivo per cui serve una protezione differenziale adatta a rilevarle correttamente: è un aspetto tecnico che un elettricista abilitato valuta caso per caso, in base al modello di wallbox e alle caratteristiche dell’impianto, e non è qualcosa che si può standardizzare a priori. Anche il percorso del cavo dal quadro fino al posto auto va progettato con attenzione, tenendo conto della distanza, di eventuali attraversamenti di parti comuni e della protezione meccanica del cavo stesso, per evitare che resti esposto a urti o umidità nel tempo.
Se più condomini vogliono installare la wallbox nello stesso garage
Sempre più spesso in uno stesso garage condominiale più persone chiedono, anche in momenti diversi, di installare la propria wallbox. In questi casi conviene ragionare non solo sulla singola richiesta ma sulla capacità complessiva dell’impianto elettrico comune, per evitare che le installazioni fatte in tempi diversi finiscano per sovrapporsi male, magari con cavidotti troppo piccoli per contenere tutti i cavi o percorsi che si intralciano a vicenda. Una comunicazione chiara e per iscritto all’amministratore, che indichi con precisione dove passerà il cavo e come verrà fissato, aiuta anche a mantenere una mappa ordinata di cosa è stato installato e da chi, utile il giorno in cui un altro condomino farà la stessa richiesta. Quando le richieste si fanno numerose, può avere senso che l’amministratore coordini un confronto tecnico complessivo, non per negare il diritto individuale di ciascuno, che resta comunque garantito dalla legge, ma per evitare interventi scoordinati che poi vanno rifatti.
Domande frequenti
Devo aspettare l’assemblea condominiale per installare la wallbox?
No, non è necessaria una delibera assembleare. Basta comunicare per iscritto all’amministratore cosa intendi fare e come verranno eseguiti i lavori, indicando percorso dei cavi e caratteristiche dell’impianto. L’assemblea può essere coinvolta solo se l’opera rischia di compromettere la stabilità, la sicurezza o il decoro architettonico dell’edificio, situazione che nella maggior parte delle installazioni in garage non si presenta.
Cosa succede se l’amministratore non risponde alla mia comunicazione?
La legge non subordina il tuo diritto a una risposta esplicita dell’amministratore: la comunicazione preventiva serve a informare, non a chiedere un’autorizzazione. Conviene comunque conservare la prova dell’invio, per esempio con PEC o raccomandata, e attendere un tempo ragionevole prima di iniziare i lavori, così da dare modo agli altri condomini di far valere eventuali obiezioni concrete e documentate.
È meglio un contatore dedicato o la gestione dei carichi?
Dipende dalla situazione. Un contatore dedicato dà una potenza tutta per la ricarica ma comporta un nuovo contratto di fornitura e un iter con il distributore. La gestione dei carichi sfrutta il contatore già esistente modulando automaticamente la potenza, senza nuove utenze, ma la ricarica può rallentare quando in casa si accendono altri apparecchi. Un elettricista valuta quale soluzione si adatta meglio al tuo impianto.
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