Una presa che non alimenta un apparecchio non è sempre guasta allo stesso modo: a volte è solo un interruttore scattato, altre volte il problema è nella presa stessa, nel cavo a monte o nell’apparecchio collegato. Un tester economico o anche solo un cercafase permettono un primo controllo rapido, ma vanno usati con attenzione e sempre partendo dal presupposto che si sta lavorando vicino alla corrente. Segnali come annerimenti, scintille frequenti o calore al tatto non sono da verificare con un tester: sono il punto in cui ci si ferma e si chiama un elettricista.
Il primo controllo: cosa è scattato
Prima di sospettare la presa, vale la pena controllare il quadro elettrico: molte volte una presa che sembra morta è semplicemente su un circuito il cui magnetotermico è scattato, magari per un sovraccarico momentaneo causato da un altro apparecchio sullo stesso circuito. Riarmare quell’interruttore, con tutti gli apparecchi collegati spenti, risolve spesso il problema in pochi secondi.
Se il quadro è a posto e la presa resta senza corrente, il secondo controllo è capire se il problema riguarda solo quella presa o anche altre vicine. Provare un apparecchio che si sa funzionante, come una lampada da tavolo, su più prese della stessa stanza aiuta a isolare il problema: se tutte le prese di una zona non funzionano, il guasto è probabilmente a monte, in un punto condiviso, mentre se solo una presa specifica non risponde, il problema è più localizzato e più facile da circoscrivere.
Usare un tester o un cercafase
Un tester per prese, quello con le due o tre spie luminose che si inserisce direttamente nella presa da controllare, dà indicazioni immediate su presenza di tensione, corretto collegamento di fase e neutro, e presenza della terra, leggendo la combinazione di spie accese secondo la legenda stampata sullo strumento. È uno strumento economico e sicuro da usare, proprio perché non richiede di aprire nulla: si inserisce e si legge.
Il cercafase, quel piccolo cacciavite con una lucina che si accende toccando un punto in tensione, è utile per un controllo ancora più semplice, ma va usato solo sui punti previsti, mai infilato in fori diversi dalla presa stessa o usato per aprire coperchi. Entrambi gli strumenti dicono se la presa riceve corrente e se lo fa nel modo corretto, ma non dicono perché una presa non funziona quando il problema è dentro la scatola, nel cablaggio, o a monte lungo la linea: per capire quello serve aprire l’impianto, un’operazione che va lasciata a chi ha le competenze per farlo in sicurezza.
I segnali che dicono di fermarsi
Ci sono segnali che non richiedono nessun tester per essere presi sul serio. Una presa calda al tatto, anche solo tiepida in modo anomalo rispetto alle altre, indica un problema di contatto o di sovraccarico che può peggiorare rapidamente. Una scintilla ogni volta che si stacca una spina, se piccola e occasionale, può essere normale, ma se diventa frequente o più grande del solito segnala un deterioramento dei contatti interni. Un odore di plastica bruciata vicino a una presa, con o senza segni visibili, è un allarme da prendere sul serio anche se la presa sembra funzionare normalmente.
In tutti questi casi la prima cosa da fare è staccare la corrente a quel circuito dal quadro, non collegare più nulla su quella presa, e chiamare un elettricista prima di riprovare a usarla. Non ha senso testare una presa con questi segnali per vedere se regge ancora: il rischio è che regga fino a quando non regge più, magari mentre c’è un apparecchio collegato o qualcuno vicino.
Quando il problema è nell’apparecchio, non nella presa
Capita spesso che una presa venga accusata di un guasto che in realtà appartiene all’apparecchio collegato: un cavo di alimentazione danneggiato, una spina consumata, un elettrodomestico con un componente interno rotto. Per distinguere le due cose, il test più semplice è provare lo stesso apparecchio su una presa diversa che si sa funzionante: se il problema si ripete, la presa è fuori causa e il guasto sta nell’apparecchio o nel suo cavo.
Vale la pena anche controllare a vista il cavo e la spina dell’apparecchio, cercando segni di usura, piegature ripetute nello stesso punto o parti annerite vicino ai contatti della spina, che sono spesso più a rischio di quanto sembri, soprattutto su apparecchi usati spesso o spostati di continuo. Un cavo danneggiato va sostituito o l’apparecchio riparato da chi ne ha le competenze, non va semplicemente isolato con nastro adesivo, perché quel tipo di rimedio nasconde il problema senza risolverlo.
Domande frequenti
Posso usare un tester economico comprato online?
Sì, un tester per prese di base è uno strumento semplice e sicuro da usare, perché si limita a inserirsi nella presa e leggere le spie, senza richiedere di aprire nulla. Va scelto con marchio di conformità visibile e usato solo per il controllo per cui è pensato, senza forzarlo in prese o fori diversi da quelli previsti.
La presa ha tensione ma l’apparecchio non parte lo stesso, cosa significa?
Significa che il problema probabilmente non è nella presa ma nell’apparecchio o nel suo cavo di alimentazione. Vale la pena controllare la spina, il cavo e, se possibile, provare un altro apparecchio sulla stessa presa: se quello funziona, la presa è a posto e la ricerca del guasto va spostata sull’apparecchio che non parte.
È normale che una presa faccia una piccola scintilla quando stacco la spina?
Una scintilla minima e occasionale, soprattutto staccando un apparecchio acceso, può capitare ed è generalmente considerata normale. Diventa un segnale da controllare quando è frequente, più grande del solito, o accompagnata da un rumore secco o da calore sulla presa: in quel caso conviene far verificare la presa da un elettricista prima di continuare a usarla.
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