Una pompa di calore assorbe corrente in modo importante e continuativo, soprattutto negli avviamenti del compressore e nei mesi in cui lavora più a lungo per riscaldare casa, in modo diverso da un elettrodomestico usato saltuariamente. Per questo serve quasi sempre una linea dedicata, con propria protezione magnetotermica e proprio differenziale, e va valutata anche la potenza contrattuale del contatore rispetto agli altri carichi di casa. Guasti del compressore o dell’elettronica riguardano l’assistenza del produttore, problemi di cavo o quadro riguardano l’elettricista.
Un assorbimento diverso da un normale elettrodomestico
Una pompa di calore non si comporta come un forno o una lavatrice, che assorbono corrente per periodi brevi e poi si spengono. Il compressore, soprattutto nei momenti di avviamento, richiede una corrente più elevata, e una volta partito l’apparecchio può restare in funzione a lungo, specialmente durante i mesi freddi quando lavora con continuità per mantenere la temperatura desiderata in casa. Questo tipo di funzionamento, prolungato e ripetuto più volte al giorno per mesi, mette alla prova l’impianto elettrico in modo diverso rispetto a un carico che si accende ogni tanto per un’ora. Un impianto pensato decenni fa per gli usi tradizionali della casa, magari senza mai aver dovuto sostenere un assorbimento così costante nel tempo, può non essere adeguato a reggere una pompa di calore senza qualche adattamento, ed è proprio questo che rende sensato, prima di installarla, far valutare l’impianto esistente da un elettricista invece di collegare il nuovo apparecchio a un circuito già occupato da altro.
Perché serve quasi sempre una linea dedicata
Per una pompa di calore è quasi sempre necessaria una linea elettrica dedicata, cioè un circuito che parte dal quadro e arriva all’apparecchio senza condividere il percorso con altre utenze di casa. Questa linea va protetta con un proprio interruttore magnetotermico, dimensionato sull’assorbimento dichiarato dal produttore nella documentazione tecnica dell’apparecchio, che interviene in caso di sovraccarico o cortocircuito, e con un proprio differenziale, che protegge dalla dispersione di corrente verso terra. Condividere invece il circuito con altre utenze, magari per risparmiare qualche metro di cavo, espone al rischio che un assorbimento elevato e prolungato della pompa di calore faccia scattare la protezione anche quando è in funzione qualcos’altro sullo stesso circuito, con interruzioni frequenti e fastidiose. Una linea dedicata, dimensionata correttamente fin dall’installazione, evita questi problemi e permette anche di individuare più facilmente l’origine di un eventuale guasto, senza dover escludere altre utenze di casa per capire da dove viene il problema.
La potenza contrattuale e il rischio di distacchi
Oltre alla linea dedicata va guardata anche la potenza contrattuale complessiva del contatore, perché una pompa di calore che lavora insieme ad altri carichi importanti della casa, come un piano cottura a induzione, un forno elettrico o una colonnina di ricarica per l’auto, può portare a superare la potenza disponibile e quindi a distacchi improvvisi, proprio nei momenti in cui più apparecchi sono accesi insieme. Questo non significa che ogni installazione di pompa di calore richieda automaticamente un aumento della potenza, ma che vale la pena fare i conti prima, guardando quali altri carichi importanti convivono già in casa e in quali momenti della giornata si sovrappongono. Una valutazione fatta con attenzione prima dell’installazione evita di scoprire il problema a impianto già acceso, con la pompa di calore che si spegne proprio nelle giornate più fredde perché il contatore non regge la somma di tutti i carichi in funzione contemporaneamente.
Le alternative quando la potenza disponibile è risicata
Quando dai conti risulta che la potenza disponibile è al limite, le strade percorribili sono principalmente due. La prima è affidarsi a una gestione intelligente dei carichi, un sistema che modula automaticamente l’assorbimento dei vari apparecchi per restare entro la potenza contrattuale esistente, evitando che tutto funzioni al massimo nello stesso istante. La seconda, quando serve davvero più margine stabile, è valutare un aumento della potenza contrattuale con il proprio fornitore, un percorso che ha le sue implicazioni e che approfondiamo in un’altra guida del sito dedicata proprio a questo argomento. Quale delle due strade convenga dipende da quanto la casa è già vicina al limite e da quanti altri carichi importanti si prevede di aggiungere nel tempo, per esempio se in futuro si pensa anche a una wallbox per l’auto elettrica: in quel caso conviene ragionare fin da subito sull’insieme, invece di affrontare ogni nuovo apparecchio come un caso a sé.
Guasto dell’apparecchio o problema dell’impianto: chi chiamare
Quando qualcosa non funziona in una pompa di calore, la prima cosa da capire è se il problema riguarda l’apparecchio o la linea che lo alimenta. Se il compressore non parte, la scheda elettronica dà errori, l’unità si blocca con codici di segnalazione o il rendimento cala in modo anomalo, si tratta quasi sempre di un guasto interno alla macchina, di competenza dell’assistenza tecnica specializzata sul modello specifico, spesso legata al produttore. Se invece l’interruttore magnetotermico o il differenziale della linea dedicata scattano ripetutamente, se il cavo di alimentazione mostra segni di surriscaldamento o se il problema riguarda il quadro elettrico e le sue protezioni, siamo nel campo dell’elettricista, che verifica lo stato della linea, il dimensionamento delle protezioni e la tenuta dei collegamenti. Prima di qualsiasi controllo su parti elettriche, anche solo per guardare dentro il quadro, va sempre tolta tensione all’interruttore generale, e mai va aperto un apparecchio ancora collegato alla rete.
Domande frequenti
Posso collegare la pompa di calore a una presa esistente invece che a una linea dedicata?
È sconsigliato. Una pompa di calore ha assorbimenti importanti e continuativi nel tempo, diversi da quelli di un elettrodomestico usato saltuariamente, e condividere un circuito già occupato da altre utenze aumenta il rischio di sovraccarichi e interruzioni frequenti. Una linea dedicata, con propria protezione magnetotermica e proprio differenziale, è quasi sempre la soluzione corretta e più sicura nel tempo.
La pompa di calore può far scattare il contatore di casa?
Può succedere se lavora insieme ad altri carichi importanti, come forno, piano a induzione o colonnina di ricarica, superando la potenza contrattuale disponibile. Non è un difetto della pompa di calore in sé, ma un limite della potenza sottoscritta rispetto alla somma dei carichi in funzione. Si valuta caso per caso con un elettricista, che può proporre una gestione dei carichi o un aumento della potenza.
Se la pompa di calore non parte, chiamo l’elettricista o l’assistenza tecnica?
Dipende dal sintomo. Se il problema è nell’elettronica, nel compressore o in codici di errore dell’apparecchio, serve l’assistenza tecnica del produttore. Se invece scatta ripetutamente la protezione del quadro, il cavo di alimentazione dà segni di anomalia o il dubbio riguarda la linea elettrica, è il caso di chiamare un elettricista per verificare l’impianto a monte dell’apparecchio.
Chiama ora: prezzo chiaro prima di partire
Attivi 24 ore su 24, festivi inclusi · Preventivo gratuito al telefono
