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Controllare e ripristinare la pressione della caldaia

La pressione della caldaia è uno dei pochi controlli che si possono fare da soli, con pochi minuti e senza attrezzi particolari. Il manometro, di solito visibile sul fronte dell’apparecchio, indica se il valore rientra nella zona consigliata o se serve un rabbocco. Un calo lento e regolare nel tempo è normale, un calo rapido e ripetuto no: in quel caso la perdita è altrove, magari in un punto dell’impianto lontano dalla caldaia stessa, e il rabbocco continuo diventa solo un modo per rimandare il problema vero.

Dove si legge la pressione

Sul fronte della maggior parte delle caldaie murali c’è un manometro, un piccolo quadrante con una lancetta che indica il valore in bar. Le caldaie più recenti a volte mostrano lo stesso dato su un display digitale, ma il principio resta identico: esiste una zona colorata, di solito tra un bar e mezzo e due bar a impianto freddo, che indica il funzionamento corretto. Sotto quella soglia la caldaia può bloccarsi o dare un errore, sopra un certo valore invece interviene la valvola di sicurezza per scaricare la pressione in eccesso.

Il controllo va fatto a impianto freddo, quindi meglio la mattina prima di accendere il riscaldamento, perché il calore fa salire temporaneamente la pressione e falsa la lettura. Vale la pena prendere l’abitudine di controllare il manometro un paio di volte durante la stagione fredda, non solo quando la caldaia smette di funzionare: un calo lento visto per tempo si corregge con un rabbocco in pochi minuti, mentre un blocco improvviso capita spesso nei momenti meno comodi, come una sera fredda o un fine settimana.

Come fare il rabbocco

Se il valore è sotto la soglia minima, la maggior parte delle caldaie ha un rubinetto di carico, spesso sotto l’apparecchio, riconoscibile da una manopola o da una chiavetta dedicata. Si apre lentamente tenendo d’occhio il manometro, si chiude non appena la lancetta rientra nella zona corretta, di solito intorno a un bar e mezzo, e si verifica che non ci siano perdite visibili nel punto del rubinetto stesso. Alcune caldaie hanno un tasto o una levetta invece del classico rubinetto: la logica è la stessa, basta seguire le indicazioni sul pannello.

Un errore comune è caricare troppo, portando la pressione oltre i due bar: in quel caso interviene la valvola di sicurezza e si sente un rumore di scarico, con acqua che esce da un tubicino dedicato, di solito verso lo scarico o verso l’esterno. Non è un guasto, è la valvola che fa il suo lavoro, ma va evitato scaricando un po’ di pressione o chiamando chi ha fatto l’installazione se non si sa come intervenire. Meglio fare rabbocchi piccoli e ripetuti che uno grande e impreciso.

Quando il calo è normale e quando no

Un piccolo calo di pressione nel tempo è fisiologico: l’impianto ha micro rilasci d’aria, piccole variazioni di temperatura, e un rabbocco ogni tanto, magari una o due volte in una stagione, rientra nella normale manutenzione. Il segnale che qualcosa non va è diverso: la pressione scende in pochi giorni, va rabboccata di continuo, oppure crolla in poche ore. In questi casi il problema quasi sempre non è nella caldaia ma nell’impianto a cui è collegata, in un punto che perde acqua senza che sia visibile, magari sotto un pavimento o dietro una parete.

Cercare la perdita da soli è complicato: bisogna controllare tutti i radiatori, i raccordi, le valvole, e spesso il punto debole non è quello più ovvio. Un tecnico ha strumenti per individuare perdite nascoste, come i cercafughe o il controllo con colorante, che un privato non ha e non dovrebbe cercare di sostituire con tentativi casuali. Continuare a rabboccare senza affrontare la causa peggiora solo la situazione, perché l’impianto assorbe continuamente acqua nuova, spesso più dura di quella già in circolo, con conseguenze sul calcare interno.

Quando la caldaia si blocca per bassa pressione

Molte caldaie moderne si bloccano da sole quando la pressione scende sotto un valore minimo, mostrando un codice errore sul display o un simbolo specifico. In questo caso il primo controllo è proprio il manometro: se il valore è basso, il rabbocco spesso risolve e la caldaia riparte da sola o con un tasto di reset. Se dopo il rabbocco la caldaia non riparte, o se la pressione torna a scendere nel giro di poche ore, non ha senso insistere con altri rabbocchi: significa che c’è una perdita attiva che va trovata e chiusa.

Vale la pena anche controllare, prima di intervenire, se in casa c’è stato un lavoro recente sull’impianto, come la sostituzione di un radiatore o di un rubinetto, perché un raccordo nuovo non serrato bene è una causa frequente di cali di pressione improvvisi. In quel caso il punto da controllare è preciso e la riparazione, se il raccordo è visibile e accessibile, può essere semplice quanto stringere un dado.

Domande frequenti

Ogni quanto devo controllare la pressione della caldaia?

Un controllo un paio di volte durante la stagione del riscaldamento è sufficiente per la maggior parte degli impianti domestici, meglio se a impianto freddo, la mattina prima dell’accensione. Se la caldaia è nuova o l’impianto è stato appena rifatto, conviene controllare più spesso nelle prime settimane, perché è il periodo in cui emergono raccordi non perfettamente serrati.

Posso rabboccare da solo anche se non ho mai toccato la caldaia?

Sì, il rabbocco è un’operazione semplice se il rubinetto di carico è accessibile e ben indicato: basta aprirlo lentamente guardando il manometro e chiuderlo appena il valore rientra nella zona corretta. Se il rubinetto non si trova, se è bloccato, o se non si è sicuri di quale sia, meglio chiedere a chi ha installato l’impianto piuttosto che aprire a caso raccordi vicini alla caldaia.

La pressione scende sempre in inverno, è normale?

Un lieve calo stagionale può capitare per via delle variazioni di temperatura e di piccoli rilasci d’aria nell’impianto, ma non dovrebbe richiedere rabbocchi frequenti. Se in inverno la pressione scende più spesso rispetto ad altre stagioni, vale la pena controllare gli sfiati dei radiatori e, se il problema persiste, far verificare l’impianto per escludere una perdita che si nota di più con il freddo.

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