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Come leggere il contatore dell’acqua e capire i consumi

Il contatore mostra due gruppi di cifre: quelle su sfondo nero indicano i metri cubi interi consumati, quelle su sfondo rosso i decimali, cioè i litri. Per l’autolettura basta trascrivere solo le cifre nere, da sinistra a destra, ignorando quelle rosse. Per capire se c’è una perdita si chiudono tutti i rubinetti e gli elettrodomestici, si segna il numero e si controlla dopo un paio d’ore senza usare acqua: se la lancetta rossa si è mossa, da qualche parte l’acqua scorre anche a impianto fermo.

Le cifre nere e quelle rosse: cosa contano davvero

Sul quadrante del contatore ci sono due file di numeri. Quelli su sfondo nero rappresentano i metri cubi interi, cioè l’unità con cui il gestore fattura i consumi: mille litri per ogni metro cubo. Quelli su sfondo rosso, più piccoli e spesso disposti su un quadrante separato, sono i decimali, i litri sotto il metro cubo.

Quando si comunica l’autolettura al gestore serve solo la parte nera, letta da sinistra a destra senza saltare cifre, anche se il primo numero è uno zero. La parte rossa non va inclusa nella lettura da comunicare, ma è quella che si muove più velocemente ed è utile per capire in tempo reale se l’acqua sta scorrendo.

Alcuni modelli più vecchi hanno lancette analogiche invece dei rulli numerici: in quel caso ogni lancetta rappresenta una cifra e va letta seguendo il verso indicato, di solito in senso orario. Se il contatore è sporco o appannato dalla condensa, prima di forzare la lettura conviene pulirlo con un panno asciutto, senza aprire il vetro di protezione se sigillato dal gestore.

Come fare l’autolettura passo passo

La procedura è sempre la stessa, cambia solo il canale con cui si comunica il dato al gestore, che sia online, telefonico o cartaceo. Primo passo: individuare il contatore, spesso in un pozzetto vicino al marciapiede, in cantina o nel vano scale condominiale. Secondo passo: pulire il quadrante e verificare il numero identificativo o il codice utente riportato in bolletta, perché in un condominio i contatori sono più d’uno e vanno associati bene all’utenza giusta.

Terzo passo: trascrivere le sole cifre nere, da sinistra a destra, comprese eventuali zero iniziali. Quarto passo: annotare anche data e ora della lettura, utile se in seguito emergono discrepanze con la bolletta del gestore.

Conviene fare l’autolettura sempre nello stesso momento del ciclo di fatturazione e conservare una foto del contatore insieme al numero trascritto: in caso di contestazione è una prova semplice e difficile da mettere in dubbio. Se il numero letto è più basso di quello dell’ultima bolletta, quasi sempre significa che si è sbagliata la lettura o il contatore, non che il consumo sia diminuito da solo.

Il test di tenuta: capire se c’è una perdita

Il test si fa quando in casa non deve scorrere acqua per nessun motivo: niente lavatrice, lavastoviglie, scarichi, irrigazione automatica. Si chiudono tutti i rubinetti visibili, compresi quelli sottolavello, e si segna con precisione la posizione della lancetta rossa o del quadrante dei decimali.

Si lascia passare un tempo congruo, da un paio d’ore fino a una notte intera per le perdite più piccole, e si torna a controllare senza aver usato acqua nel frattempo. Se la lancetta si è mossa, da qualche parte nell’impianto l’acqua sta scorrendo anche se in casa sembra tutto fermo: può essere uno scarico del wc che perde silenziosamente, una valvola dello scaldabagno, oppure un tubo interrato tra il contatore e l’abitazione.

Se il movimento è minimo, spesso basta osservare la cassetta del water: un filo d’acqua che scende lungo le pareti della tazza anche a serbatoio pieno è la causa più comune di consumi che salgono senza una ragione visibile in casa. Quando invece il consumo resta alto e la causa non si trova con i controlli semplici, la ricerca della perdita richiede strumenti che un privato normalmente non ha.

Dove si trova il contatore e come arrivarci in sicurezza

A Trieste, tra case d’epoca, condomini con vani scala comuni e ville sul Carso, la posizione del contatore cambia parecchio. Nei palazzi più vecchi spesso si trova in un vano tecnico condiviso al piano terra, con contatori allineati e numerati; nelle case indipendenti è più comune trovarlo in un pozzetto interrato vicino al confine di proprietà, protetto da un coperchio in ghisa o cemento.

Prima di sollevare il coperchio del pozzetto conviene controllare che non ci sia acqua stagnante all’interno, soprattutto dopo piogge intense: un pozzetto allagato può nascondere il quadrante e rendere la lettura impossibile senza svuotarlo. Va sollevato con un attrezzo adatto, senza forzare con le mani se il coperchio è pesante o arrugginito.

Se il vano è in cantina o in un locale comune, meglio muoversi con una torcia propria: l’illuminazione condominiale non sempre arriva fino al contatore, ed è facile inciampare su tubazioni o gradini stretti. In caso di dubbio sulla posizione esatta, il numero identificativo riportato in bolletta aiuta a distinguere il proprio contatore da quello del vicino quando sono raggruppati insieme.

Domande frequenti

Le cifre rosse del contatore vanno comunicate nell’autolettura?

No, quasi sempre il gestore chiede solo il numero formato dalle cifre nere, cioè i metri cubi interi. Le cifre rosse rappresentano i decimali e servono soprattutto a chi vuole controllare in tempo reale se l’acqua sta scorrendo, per esempio durante un test di tenuta. Sul modulo di autolettura o sul portale online è comunque indicato quale parte del numero inserire.

Il contatore gira anche se non uso acqua: è normale?

No, se tutti i rubinetti sono chiusi e nessun elettrodomestico è in funzione il contatore dovrebbe restare fermo. Un movimento, anche minimo, indica quasi sempre una perdita nell’impianto: un sifone che gocciola, una cassetta del water che non tiene, oppure un tratto di tubo nascosto. Vale la pena ripetere il test in un momento diverso della giornata prima di trarre conclusioni definitive.

Cosa fare se il contatore è illeggibile o danneggiato?

Se il quadrante è rotto, appannato in modo permanente o il numero identificativo non si legge più, conviene segnalarlo al gestore idrico, che è responsabile della manutenzione del contatore stesso. Nel frattempo, se si sospetta una perdita importante e non si riesce a verificarla, meglio chiudere il rubinetto generale e far controllare l’impianto da un tecnico piuttosto che restare senza controllo sui consumi.

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