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Come chiudere il gas in sicurezza: la procedura corretta

Il rubinetto principale del gas si trova prima del contatore o vicino alla caldaia, ed è chiuso quando la leva è perpendicolare al tubo. Va girato in caso di forte odore di gas, prima di lavori sull’impianto o durante un’assenza prolungata in inverno con caldaia spenta. Se si sente odore di gas non si accendono luci né interruttori, non si usano fiamme, si apre tutto per arieggiare, si chiude il rubinetto se raggiungibile senza rischi e si contatta subito il pronto intervento del distributore, il cui numero è in bolletta.

Dove si trova il rubinetto e come riconoscerlo

In quasi tutte le abitazioni ci sono due punti di intercettazione del gas: il rubinetto generale, di solito vicino al contatore esterno o in un vano tecnico condominiale, e un rubinetto locale accanto alla caldaia o al piano cottura. Quello generale interrompe l’intera fornitura all’unità abitativa, quello locale solo l’apparecchio a cui è collegato.

Si riconosce dalla leva a farfalla o dalla manopola gialla: quando la leva è allineata al tubo il gas passa, quando è perpendicolare il gas è chiuso. Nei condomini più vecchi del centro storico i contatori sono spesso raggruppati in un vano comune, mentre nelle case sul Carso capita di trovare il rubinetto generale in un pozzetto esterno vicino al muro perimetrale.

Vale la pena individuare questo punto con calma, non nel momento dell’emergenza: aprire l’armadietto o il vano tecnico, verificare che la leva non sia bloccata da vernice o ruggine, e provare a muoverla leggermente quando l’impianto è tranquillo, così da sapere già come si comporta se un giorno servirà chiuderla in fretta.

Quando ha senso chiudere il gas

Ci sono situazioni in cui chiudere il rubinetto è la prima cosa da fare, e altre in cui non serve, ma conviene comunque saperlo fare. In presenza di forte odore di gas la chiusura è una priorità immediata, insieme all’aerazione dei locali. Prima di qualsiasi intervento sull’impianto, anche piccolo come lo spostamento di un tubo flessibile della cucina, il gas va sempre chiuso a monte.

Durante un’assenza lunga, penso a una seconda casa lasciata vuota per settimane, chiudere il rubinetto generale insieme allo scaldabagno riduce i rischi legati a eventuali perdite non rilevate. In inverno, se la caldaia resta spenta a lungo e la casa non è riscaldata, la chiusura del gas va valutata insieme alla protezione dei tubi dell’acqua dal gelo, perché sono due problemi diversi che si affrontano insieme.

Non serve invece chiudere il gas per la normale manutenzione della caldaia fatta da un tecnico, che gestisce lui stesso l’intercettazione, né per un semplice controllo visivo dell’impianto senza smontare nulla.

Cosa non fare mai in caso di odore di gas

L’odore caratteristico, quello che ricorda le uova marce, è aggiunto apposta al gas naturale per essere percepito anche in piccole quantità. Appena lo si avverte, la prima regola è non azionare nulla che possa generare una scintilla: interruttori della luce, campanelli, prese, telecomandi elettrici, accendini, fiammiferi. Anche il semplice gesto di accendere la luce può essere sufficiente a innescare un accumulo di gas in un ambiente chiuso.

La seconda regola è arieggiare subito, aprendo porte e finestre per disperdere il gas accumulato, senza usare ventilatori o cappe elettriche che restano comunque interruttori azionabili. Se il rubinetto è raggiungibile senza dover attraversare zone dove l’odore è più forte, va chiuso; se non lo è, o se non si è sicuri della sua posizione, meglio uscire di casa e chiamare da fuori.

La terza regola è avvisare subito il pronto intervento del distributore locale, il cui numero si trova in bolletta o sul sito del gestore della rete gas: sono loro a intervenire sulle perdite di rete o sui contatori, mentre un tecnico privato interviene sull’impianto interno una volta risolta l’emergenza.

Dopo la chiusura: cosa aspettarsi e quando riaprire

Una volta chiuso il rubinetto e messa in sicurezza la casa, il passo successivo dipende dalla causa. Se l’odore era legato a un episodio isolato, per esempio una fiamma del piano cottura spenta per corrente d’aria, dopo aver arieggiato bene e verificato che l’odore sia sparito si può riaprire con cautela, controllando che non torni.

Se invece la causa non è chiara, o l’odore persiste anche dopo l’aerazione, il rubinetto va lasciato chiuso fino alla verifica di un tecnico o del distributore: riaprire senza sapere da dove arrivava la perdita significa rischiare di ripetere la stessa situazione, magari in modo più serio.

Dopo un intervento tecnico che ha comportato la chiusura e riapertura del gas, molti apparecchi, in particolare le caldaie, richiedono una riaccensione con procedura specifica e a volte uno sfiato dell’aria entrata nei tubi durante i lavori. Se la fiamma non si accende subito o si spegne da sola dopo pochi secondi, è un segnale che l’aria non è ancora uscita del tutto e conviene lasciar fare al tecnico piuttosto che insistere con accensioni ripetute.

Domande frequenti

Il rubinetto del gas è duro da girare, posso forzarlo?

Un rubinetto bloccato da ruggine o vernice va trattato con cautela: forzarlo con attrezzi non adatti rischia di romperlo o di danneggiare il raccordo, creando una perdita al posto di una chiusura sicura. Se non gira con una pressione normale della mano, meglio non insistere e far intervenire un tecnico, soprattutto se il rubinetto va chiuso con urgenza per un odore di gas.

Dopo aver sentito odore di gas, quando è sicuro tornare in casa?

Solo dopo un’aerazione prolungata, con porte e finestre aperte per un tempo congruo, e comunque dopo che il distributore o un tecnico hanno verificato l’assenza di perdite attive. Se l’odore torna appena si richiudono le finestre, la casa non è ancora sicura. In caso di dubbio è meglio aspettare fuori e far controllare l’impianto prima di rientrare stabilmente.

Chiudere il gas dello scaldabagno spegne anche l’acqua calda?

Sì, se lo scaldabagno funziona a gas la chiusura del rubinetto dedicato interrompe anche la produzione di acqua calda, non solo la fiamma pilota. È normale e previsto quando si chiude il gas per un’assenza lunga o per un intervento tecnico. L’acqua fredda continua invece a funzionare, perché dipende dall’impianto idraulico e non da quello del gas.

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